il vento si arrampica al cielo , io lo spio dal tetto della mia casa ....e mi tuffo nell' ombra della sua coda.
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Ryuichi Sakamoto -
KATHMANDU (Reuters) - La polizia nepalese ha arrestato oggi 562 donne tibetane durante una manifestazione anti cinese a Kathmandu, la prima protesta di sole donne contro la dominazione cinese sulla loro madrepatria.
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Alcune urlavano "Vogliamo il Tibet libero", altre piangevano mentre venivano trascinate via dalla polizia e condotte sui cellulari della polizia verso i centri di detenzione. Molte portavano il lutto al braccio e si erano imbavagliate.
Il Nepal considera il Tibet parte integrante della Cina, un Paese visto da Kathmandu come un benefattore di importanza chiave e un partner commerciale. Per questo usa il pugno di ferro contro le proteste degli esuli tibetani contro Pechino.
La polizia ha detto che le manifestanti verranno liberate più tardi.
In Nepal vivono più di 20.000 tibetani dopo la fallita rivolta nella loro madrepatria himalayana.
.......e cosa diciamo del dopo Ciclone in myanmar?.....
buonagiornata a tutti
Aikido e´un arte marziale interessantisima che mi ha sempre affascinata. molti anni fa quando iniziai casualmente ad avvicinarmi all Aikido, e´stata per me una grande ispirazione e mi ha aiutato molto a capire di piu come sentire la danza e la sua energia .
Asahi Aikido
e anche....
Girano tanti lucani per il mondo, ma nessuno li vede, non sono esibizionisti. Il lucano, più di ogni altro popolo, vive bene all’ombra. Dove arriva fa il nido, non mette in subbuglio il vicinato con le minacce e neppure i "mumciupì" con le rivendicazioni. E’ di poche parole.
Quando cammina preferisce togliersi le scarpe, andare a piedi nudi. Quando lavora non parla, non canta. Non si capisce dove mai abbia attinto tanta pazienza, tanta sopportazione.
Abituato a contentarsi del meno possibile si meraviglierà sempre dell’allegria dei vicini, dell’esuberanza dei compagni, dell’eccitazione del prossimo.
Lucano si nasce e si resta. Gli emigranti che tornano dalla Colombia o dal Brasile, dall’Argentina o dall’Australia, dal Venezuela o dagli Stati Uniti, dopo quaranta anni di assenza, non raccontano mai nulla della vita che hanno trascorso da esuli. Rientrano nel giro della giornata paesana, nei tuguri o nelle grotte, si contentano di masticare un finocchio o una foglia di lattuga, di guardare una pignatta che bolle, di ascoltare il fuoco che farnetica. E di uscire all’aurora se hanno un lavoro o un servizio da compiere, uscire all’oscuro per tornare di notte.
Non si tratta di una vocazione alla congiura o alla rapina ma di una istintiva diffidenza verso il sole. Dove c’è troppa luce il lucano si eclissa, dove c’è troppo rumore il lucano s’infratta. Non si fa in tempo a capire questo animale, a fare un passo di strada insieme, che già fugge alla svolta. Per andare dove?
Gli amici che hanno qualche dimestichezza coi lucani hanno capito la strategia, li fanno cuocere nel loro brodo. C’è un tratto caratteristico dei lucani, un tratto sfuggito ai viaggiatori, da Norman Douglas a Carlo Levi, sfuggito ai benefattori, da Adriano Olivetti a Clara Luce, e forse agli stessi sociologi.
Il lucano non si consola mai di quello che ha fatto, non gli basta mai quello che fa. Il lucano è perseguitato dal demone della insoddisfazione.
Parlate con un contadino, con un pastore, con un vignaiolo, con un artigiano. Parlategli del suo lavoro. Vi risponderà che aveva in mente un’altra cosa, una cosa diversa. La farà un’altra volta.
Come gli indù, come gli etruschi egli pure pensa che la perfezione non è di questo mondo. E difatti, scolari e bottai, tagliapietre e sarti, muratori e fornaciari si fanno seppellire ancora con tutti gli arnesi.
Essi pensano di poter compiere l’Opera in un’altra vita. Quando avranno pace.
Non trovano in terra le condizioni necessarie per poter fare il meglio che sanno fare. Strana etica. L’ultimo tocco, il tocco della grazia il lucano non lo troverà mai. Eppure nella nitidezza del disegno ti parrà di intravvedere l’opera compiuta. Manca un soffio. Questo è un popolo che la saggezza ha portato alle soglie dell’insensatezza. Come una gallina che s’impunta davanti alla riga tracciata col gesso l’intelligenza dei lucani si distoglie per un niente, si blocca appena sente volare una mosca.
lo ascoltavo quando avevo 20 anni e lo ascolto ancora volenteri

BIAGIO IZZO: IL Difetto
.... la Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei
Dopo il caffè, la Follia propose: 'Si gioca a nascondino?' .
.Nascondino? Che cos'è?' - domandò la Curiosità. 'Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare'.
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
1,2,3. la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, si nascose in un gruppo d'alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L' Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove. ..
CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare.
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: 'Dov'è l'Amore? Nessuno l'aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce, ma non trovò l'Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido.
Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.
L'Amore accettò le scuse.
Oggi, l' Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.
questa e´una bella iniziativa per la terra
http://www.earthhour.org/about/supporters/
Un genovese ha fatto di tasca sua una radio online, che trasmette musica gratuitamente 24 ore su 24. Quindi provare ad ascoltarla non costa nulla, e magari può piacere e far conoscere musica nuova.
Si chiama Radiosl e la trovate su
http://www.radiosl.it/home.html



















il mio gatto e^ cosi!!!













Un vecchio mandarino cinese donò un anello ad un giovane imperatore, al momento della sua investitura, dicendo: "Su questo anello ho fatto incidere un'iscrizione che dovrai leggere in tempi di pericolo, dubbio, lotta e sconfitta, ma anche in tempi di conquista, trionfo e gloria". L'iscrizione sull'anello diceva: "anche questo passerà".
_______________________
Non sono niente.
non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo,
ho in mente tutti i sogni del
mondo.
( Pessoa)
un grazie di cuore a Raffaele:-)
http://www.tadedans.it/tadedansDin/workshop.php?id_Corso=617

Per viaggiare nel tempi bisogna scoprire un grande coraggio e Amore,
timore e riconoscenza,
e' ascoltare i segni del destino che si depositano nel fondo ,
e' donare fiducia ad ognuno di essi , e' sapere che volare e cadere si vive mescolandosi nella terra e l' aria , annusando l'odore dei luoghi che meritano ascolto , vita,passaggio , rispetto e scoperta continua .
Si mescolano dolore a gioia, buio e luce. Assorbono dalla natura le traiettorie delle impronte da sempre ,come fosse la prima volta.
L' anima di ogni cosa canta e le balene ritrovano il loro percorso
Come becchi spalancati di uccellini affamati .
Si dissipano egoismi,paure, domande,la pelle si fa dura .
E' annullare apparenze e gettar via l 'ego, e' bere dalle sorgenti con un respiro.
e poi un altro ancora.
E' purificarsi.
Ascoltare ancora poggiando la testa sul tamburo del cuore.
l' intera esistesza entra in pericolo .
E' accudirla di notte e di giorno ,....scavare ,arrampicarsi....aver fiducia di chi sta accanto, che non tradira' mai.
E' riposars quando si deve e vegliare quando chi sta accanto e' stremato,e piega le gambe.
E' proteggere ,o tenere il fuoco acceso, saper annodare le corde , e saperle sciogliere ,
e' ricordare memorie che sono futuro, e' lottare per sopravvivere, e non perdere la voce nel vento....perche allora se il vento le avvita nelle sue viscere , nella sua anima piu' lontana , non torneranno mai piu'.
tutto un mondo non pou' essere accolto subito, bisogna avere tanta pazienza e silenzio. allora si vira il remo e si voltano le onde.
Ma se tutto il mondo sta in una mano si puo viaggiare in una tazzina.
